Strategia short handed

Cerco di mettere giù la strategia che sto adottando, con successo finalmente, ai tavoli short.

  1. Giocare tutte le mani premium, suited connectors e coppie decenti rilanciando preflop sempre nello stesso modo (3-4BB) come suggerito nei video di Daniel Negreanu di cui parlo qui. Rilanciare sempre allo stesso modo rende imprevedibili.
  2. Sul flop, rilanciare circa 1/2 pot. Anche qui, il rilancio deve essere sempre uguale, sia che stiate bluffando, sia che abbiate una buona mano o una mano mostruosa. Con questo stile aggressivo si evita di dovere fare slowplay e guadagnare poco quando si hanno le nuts. Puntando sempre, gli avversari penseranno di avere di fronte un maniaco e tenderanno a non credervi. Se qualcuno rilancia e non ho niente, butto via, a meno di non essere certo che il mio avversario stia bluffando. Il vantaggio di rilanciare inoltre è che si può vincere il piatto subito.
  3. Posizione: rilanciare occasionalmente dal bottone, pure con mani indegne, per tentare di rubare il piatto. Se voglio bluffare invece, a volte è preferibile essere in prima posizione.
  4. Selezione del tavolo: scegliere un tavolo in cui tutti abbiamo più o meno il mio buy in. Evitare i tavoli in cui ci sono giocatori con molti più soldi di voi. Controllare la percentuale di giocatori al flop. Più è alta e meglio è.

I punti 1 e 2 hanno tre vantaggi: creano l’immagine del maniaco, evitano che qualcuno noti dei betting patterns (puntate sempre lo stesso) e infine permettono di vincere, a volte, subito il piatto.

Ai primi due punti è utile unire la strategia di Chris Ferguson (ne parlo nel post precedente):

  1. Portare al tavolo il 5% del proprio bankroll
  2. Lasciare il tavolo quando si è raddoppiato il buy-in
  3. Fare una pausa di almeno un’ora quando si perde il buy-in

Questi tre punti si adattano perfettamente allo stile dello Small Ball: ancora, stiamo rischiando poco e possiamo giocare in piena tranquillità.
Avvalersi di Holdem Indicator o di un tool simile permette di capire come si comportano i nostri avversari e di decidere cosa fare prima del flop quando alcuni giocatori entrano nel piatto.

E infine, un pizzico di fortuna non guasta.

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  • VP$IP (Voluntary Put Money In Pot): Percentage of games a player voluntarily puts Money in the Pot. Blinds do not count unless a player completes the small blind or calls a raise from either blind. It measures a player’s tightness/looseness, which helps indicate the range of hands that the player will see a flop with.

    VP$IP Category
    VP$IP < 24% Tight
    24% < VP$IP < 28% Neutral
    28% < VP$IP < 33% Slightly Loose
    VP$IP > 33% Loose


  • PFR: Pre-flop raise percentage.

  • AF (Aggression Factor): It measures a player's aggression/passivity, which represents the player's betting tendencies after the flop. The AF Holdem Indicator provides, is the combined AF totals of the flop, turn, and river.

    AF = (Raise% + Bet %) / Call %

    AF Value Category
    AF < 1 Passive
    1 < AF < 1.5 Neutral
    1.5 < AF Aggressive

  • WSD: To further categorize aggressive players, we use "Went to Showdown %" to measure whether a player is Solid or Overplay.

    WSD% Category
    WSD < 39% Solid
    39% < WSD Overplay

  • WSDW: Went to Showdown and Won percentage.